UN VENERDÌ SANTO, TANTE PROCESSIONI
Cristo Morto @Gaetano La Fratta

UN VENERDÌ SANTO, TANTE PROCESSIONI

Sei processioni per sei città e altrettante tradizioni diverse. Se il prossimo Venerdì Santo sarete in Abruzzo non potete perdere una delle storiche processioni che caratterizzano quest’area d’Italia.

Chieti e la sua antica processione

Potrete cominciare con una delle più antiche d’Italia, quella di Chieti, che si svolge dal lontanissimo 842. Vede la partecipazione di tredici confraternite ed è organizzata dall’Arciconfraternita Sacro Monte dei Morti.

Si parte dalla domenica delle Palme con la convocazione degli aggregati, per proseguire il mercoledì Santo con la vestizione della Madonna da parte della Priora, la moglie del governatore.
Il Venerdì Santo già dal mattino ci sono le prove degli oltre 150 coristi e altrettanti musicisti. Alla fine della processione, sulla scalinata della Cattedrale di San Giustino, eseguiranno l’originale Miserere composto nel 1740 da Saverio Selecchy (se ve lo state chiedendo, sì, il suo vero cognome era il meno esotico Sallecchia).  
Alle 19 la processione prende il via dalla Cattedrale e percorre le strade del centro storico di Chieti, con a capo l’Arciconfraternita organizzatrice vestita di nero con i cappucci gialli e le lanterne (fanali).  A seguire le altre confraternite tra cui la Misericordia e la Confraternita della Cintura, composta da sole donne, con tunica e cappuccio nero, mentre le altre sono in bianco.
La processione si svolge sempre, con qualsiasi situazione meteorologica, e non si è fermata nemmeno nel 1944 nel pieno della Seconda Guerra Mondiale.

Chieti ©Olivier Jules
Chieti ©Olivier Jules

La tradizione del Venerdì Santo di Lanciano

Da Chieti ci spostiamo a Lanciano, dove dal 1798 la processione del Venerdì Santo è uno degli eventi più partecipati della Settimana Santa (ne abbiamo scritto qui).
La Confraternita Morte e Orazione San Filippo Neri cura l’organizzazione dell’evento che parte alle 19 dalla Chiesa di Santa Chiara con a capo il cireneo, un membro della confraternita che porta la croce a piedi scalzi indossando un saio e un cappuccio, ed è scelto il giorno stesso dal Priore.
A seguire ci sono i confratelli, donne e uomini, in nero ma con il volto scoperto, i bambini e i ragazzi, che portano i simboli della passione, le statue delle tre Marie vestite a lutto, e la scultura lignea del Cristo Morto.
L’atmosfera di assoluto raccoglimento, è spezzato solo dal suono della banda che esegue il miserere e dal ritmo della raganella.

Processione Lanciano
Lanciano ©Olivier Jules

Ortona e l’abbraccio delle sue donne

Andando verso la costa si arriva a Ortona, dove il rito del Venerdì Santo ha inizio alle 5 del mattino con la processione dei simboli della Passione.
Si parte dalla benedizione nella Chiesa del Purgatorio e in assoluto silenzio si arriva nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie.  
Da qui alle 19.30 partirà la processione del Venerdì Santo dove i partecipanti, in silenzio o recitando preghiere e litanie, percorrono le strade del centro storico.  Sono tutti vestiti a lutto, e in particolare c’è un gruppo di 250 donne, storicamente vedove del mare o donne in cerca di amore, strette in un abbraccio. Illuminano la processione con i lampioni, e sono le custodi dei cuscini cerimoniali e dei talami raffiguranti la Passione di Cristo.
Donne e uomini intonano il miserere composto dal Maestro Francesco Masciangelo, in un’atmosfera di raccoglimento e assoluta contrizione, qualcosa di veramente unico.

La Desolata di Teramo

Un altro rito originale è quello di Teramo, con la sua Processione della Desolata, nata nel 1290. Questa è organizzata dalla Confraternita dei Cinturati, e si svolge all’alba del Venerdì Santo.
Alle 3.30 ci si raduna davanti alla Chiesa di Sant’Agostino e alle 4 parte la processione che rievoca la ricerca di Gesù, condannato a morte, da parte della Madonna. Il suo cercare tocca sette chiese di Teramo che rappresentano i sette dolori di Maria Addolorata.
C’è un confratello con una croce lignea, con i simboli della Passione ad aprire la processione e a seguire i fedeli, in particolare donne vestite di nero che intonano i canti sacri, e appena dopo il parroco del Duomo e i sacerdoti delle altre parrocchie. Solo dopo appare la “Desolata”: una statua lignea raffigurante la Vergine Addolorata con un panno nero, portata a spalle dalle donne in nero. A chiudere la processione, la banda che esegue brani di autori autoctoni.
Il corteo si snoda nelle vie della città listata a lutto con i balconi coperti da drappi neri e viola, e tocca le sette chiese fino ad arrivare alla Chiesa dell’Annunziata dove la Madonna trova finalmente Gesù morente. Dopo un lungo saluto la processione rientra nella Chiesa di Sant’Agostino.

Settimana Santa Lanciano ©Olivier Jules
Lanciano ©Olivier Jules

L’Aquila e la Processione del Cristo Morto

Se siete nei dintorni de L’Aquila avrete la possibilità di partecipare alla Solenne Processione del Cristo Morto del capoluogo. Questa venne ripristinata nel 1954 da Fra Salvatore (Nicola Roccoletti), dopo 200 anni di assenza, ma era nata intorno al 1500.
Si tratta di una grande rievocazione che dopo il terremoto del 2009 assume sempre più un valore di raccoglimento per la città abruzzese.

Alle 20 del Venerdì Santo la processione parte dalla Basilica di San Bernardino e percorre le strade della città, dove centinaia di fedeli delle diverse confraternite sfilano con simulacri, incensieri, statue e torce. Le note sono quelle del Miserere di Selecchy, eseguito da un grande coro, composto dai gruppi corali della città de L’Aquila, e un’orchestra di archi e flauti del Conservatorio A. Cascella e delle Scuole Medie.

Una particolarità di questa celebrazione sono i simulacri e i simboli portati in processione, molti dei quali realizzati da Remo Brindisi in occasione della prima processione del 1954, ed in seguito arricchiti con opere di artisti di fama internazionale come Giò Pomodoro, Armando Di Rienzo e Lucio Fontana.

L’organizzazione è a cura dell’associazione Cavalieri del Venerdì santo, i frati Minori di San Bernardino e l’arcidiocesi dell’Aquila, con il patrocinio del Comune.

Penne e lu tamorre scurdate

Finiamo il nostro excursus con Penne, dove la processione del Cristo Morto è stata istituita nel 1570, e continua a essere una tradizione viva e partecipata.
Già nella notte tra il giovedì e il venerdì lu tamorre scurdate, un tamburo suonato da un uomo incappucciato, annuncia l’imminente processione con colpi sordi che risuonano nelle vie del centro.
La mattina, la Madonna Addolorata dalla Cattedrale viene portata in corteo nella Chiesa della S.S. Annunziata , da dove al tramonto parte la Processione del Cristo Morto. Partecipano tutte le autorità religiose, civili e militari con la banda e il coro cittadino, intonando il miserere.
Una caratteristica unica di questa processione è la presenza di un gruppo ligneo che tiene insieme tutti i simboli della passione di Cristo e il Copertone, una coperta funebre, ricamata in oro e argento che raffigura la Croce raggiante, l’Albero della Conoscenza, Calice con Ostia solare e l’Arca dell’Alleanza, il cui significato va ricercato nella simbologia esoterica giudaica – cristiana.

Un Venerdì Santo, tante processioni. Tocca a voi scegliere quale processione seguire, tra quelle da noi selezionate, e magari provare a partecipare a più di uno di questi riti storici ed evocativi.

Chiara
Roma, Aprile 2019
Foto ©Oliver Jules 
Foto di copertina ©Gaetano La Fratta

Questo articolo fa parte del nostro dossier sulla Pasqua in Abruzzo, con interessanti articoli ed itinerari per trascorrere una Pasqua ricca di emozioni in Abruzzo. 
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