IGNAZIO SILONE, UN ITINERARIO NELLA MARSICA
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IGNAZIO SILONE, UN ITINERARIO NELLA MARSICA

Lo scrittore Ignazio Silone, malgrado le sue permanenze a Roma e un esilio che lo costrinse lontano dall’Italia negli anni del fascismo, non distolse mai lo sguardo dall’orizzonte famigliare dei monti della sua regione. In quest’articolo, vi proponiamo un itinerario dei luoghi e di quelli della sua opera, per riscoprire e apprezzare una delle voci più importanti della nostra regione e della letteratura italiana.

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Tutto quello che m’è avvenuto di scrivere, e probabilmente tutto quello che ancora scriverò, benché io abbia viaggiato e vissuto a lungo all’estero, si riferisce unicamente a quella parte della contrada che con lo sguardo si poteva abbracciare dalla casa in cui nacqui.”

Pescina dei Marsi – Fontamara

Partiamo dal luogo di nascita dell’uomo e dell’autore Silone. Secondino Tranquilli, vero nome di Ignazio Silone, nacque a Pescina dei Marsi il 1 maggio 1900 e vi rimase fino al 1915, data del terremoto che sconvolse la Marsica e che lo lasciò orfano e costretto ad allontanarsi per proseguire gli studi.

Pescina dei Marsi è anche il luogo che riconosciamo nelle descrizioni di Fontamara, primo romanzo dell’autore abruzzese. Opera dal destino editoriale complesso, tradotta in tedesco nel 1933 per la sua prima edizione, fu pubblicata in russo e in esperanto ancora prima di approdare nelle librerie italiane nel 1947. La difficile posizione di Silone all’epoca, condannato all’esilio per le sue posizioni antifasciste e per il ruolo chiave nella fondazione del PCI, impedì al romanzo di avere in Italia il rilievo che conoscerà in seguito e che conobbe da subito all’estero. È il romanzo in cui facciamo conoscenza con i “cafoni”, i contadini di Silone, e con l’innata tendenza dell’autore a schierarsi al fianco dei più deboli.

A chi sale a Fontamara dal piano del Fucino, il villaggio appare disposto sul fianco della montagna grigia, brulla e arida come su una gradinata. (…) Dal Feudo del Fucino, l’abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore. Un villaggio insomma come tanti altri; ma per chi vi nasce e cresce, il cosmo.

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A Pescina dei Marsi si possono visitare:

La casa-museo di Ignazio Silone 
Aperta al pubblico nel 2006, la casa museo di Ignazio Silone ospita oggetti personali dell’autore, la sua vastissima biblioteca, la sua scrivania e i riconoscimenti letterari alla sua opera. Gli oggetti presenti nel museo sono stati donati nel 2000 da Dorina Loracy, vedova dell’autore. Purtroppo, non si tratta della casa natale di Silone, distrutta nel terremoto del 1915: le stanze si trovano all’interno del Centro studi Silone.

Il Centro studi Silone
Situato nell’ex convento dei Minori Conventuali a Pescina, edificato ai tempi di S. Francesco d’Assisi. All’interno sono conservate la biblioteca e l’archivio relativo all’opera siloniana. Ogni anno, in occasione della ricorrenza della morte dell’autore nel mese di agosto, il Centro studi Silone ospita il Premio Internazionale Ignazio Silone (edizione 2019: dal 17 al 28 agosto). In seguito al famoso terremoto del 1915, il cortile dell’ex convento ospitò le assemblee della ”La Lega dei contadini”, associazione di ispirazione socialista e primo luogo di incontro di Silone con i problemi della sua epoca:

Affisso su una parete c’era una quadro che rappresentava Cristo Redentore, avvolto in un lungo camice rosso e sormontato dalla scritta “beati gli assetati di giustizia”. Sotto il quadro, appesa a un chiodo, pendeva la tromba che serviva a convocare le assemblee dei soci. (…) Non c’era più nessuno che chiamasse me, e forse anche per questo, mi sentivo stranamente attirato verso quella povera gente che, pur stremata dalle fatiche della giornata, ubbidiva al richiamo della tromba. Così varie volte m’intrufolai anch’io nelle assemblee che in quel tempo si svolgevano nel cortile di un antico convento francescano, che a suo tempo era stato fondato dallo stesso pover’uomo di Assisi.

Via del Carmine, 25, 67057 Pescina AQ
Telefono: 0863 842385

La tomba di Ignazio Silone 
Sotto la chiesa di San Berardo, ai piedi del campanile e con la vista sulla piana del Fucino, si trova la tomba di Ignazio Silone. Non c’è nessuna epigrafe, secondo le indicazioni che lui stesso lasciò alla moglie Darina: 

Mi piacerebbe di esser sepolto così, ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, a Pescina, con una croce di ferro appoggiata al muro e la vista del Fucino, in lontananza.

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Il rifugio Silone 
Nato grazie al lavoro dell’associazione culturale locale “Il Laboratorio”, il rifugio Silone è diventato uno spazio di aggregazione importante per i giovani del posto, oltre che per i visitatori di passaggio. Il rifugio infatti, oltre ad offrire piatti prelibati e a km 0, mette anche a disposizione un area campeggio per chiunque voglia passare una notte sul posto. Centro polivalente, crocevia di turismo itinerante e luogo di aggregazione per gli amanti dello sport, vale la pena visitarlo anche solo per ammirare il profilo di Silone ritratto su una delle sue pareti dall’artista Antonello Di Stefano.

Via del Carmine, 67057 Pescina AQ
Telefono: 333 348 2877

Il sentiero Silone 
Nel 2015 il CAI di Pescina ha inaugurato un percorso che si snoda nei dintorni di Pescina e che attraversa i luoghi della vita dell’autore e delle sue opere, facendo riferimento non solo a Fontamara, ma anche ad altri testi meno conosciuti ma altrettanto importanti quali Vino e Pane, L’avventura di un povero cristiano, Una manciata di more, Uscita di sicurezza, Il segreto di Luca, Il seme sotto la neve, tutti ambientati nei dintorni di Pescina dei Marsi e della piana del Fucino.

Sentiero Silone @CAI Pescina

Aielli (AQ)

Poco lontana da Pescina dei Marsi, il piccolo paese di Aielli può vantare un murales unico nel suo genere. Nei pressi della Torre delle Stelle, attivissimo Museo del Cielo e Osservatorio astronomico, una parete è stata recentemente decorata dall’artista Andrea Parente (Alleg) con il testo integrale del primo e più celebre romanzo di Ignazio Silone, Fontamara. L’idea è stata realizzata nell’arco di un mese e conclusa durante l’edizione 2018 del festival di street art di Aielli Borgo Universo.

Silone Fontamara
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300.000 caratteri su 100 mq.
Se solo si pensa ai problemi editoriali che questo romanzo dovette affrontare nel momento in cui fu scritto, la presenza del testo di
Fontamara sui muri di Aielli rappresenta una vittoria per Ignazio Silone e per i suoi lettori, un simbolo di libertà e un’affermazione identitaria senza pari.

L’avventura di un povero cristiano

Pochi sanno che nel 1968 uno dei testi di Silone venne ricompensato con il premio Campiello. In L’avventura di un povero cristiano Silone racconta, scegliendo la forma teatrale, la storia di Pietro da Morrone, altrimenti conosciuto come Celestino V o il Papa del Gran rifiuto. Analizzando il conflitto tra la fede individuale e la Chiesa, la storia di Pietro offriva a Silone la possibilità di riflettere sul proprio rapporto con la sua intima fede cattolica da un lato e il partito comunista dall’altro.

Se volete approfondire la conoscenza dei luoghi siloniani, potreste allargare il vostro tour anche ai luoghi di Pietro da Morrone, eremita nella Marsica in seguito al rifiuto papale.
Ma questa, forse, è un’altra storia…

Francesca 
Lanciano, Agosto 2019
Foto ©come da didascalia

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