“MERCATO SCOPERTO” DI LANCIANO: INNOVARE LA TRADIZIONE
Logo di Debora Vinciguerra ©Mercato Scoperto

“MERCATO SCOPERTO” DI LANCIANO: INNOVARE LA TRADIZIONE

Da un anno ormai, i lancianesi hanno accesso a un nuovo modello di mercato, che ha fatto di “contadino e genuino” le sue parole chiave. Prodotti biologici, che rispettano la terra e i suoi abitanti nella salute ma anche nelle tasche.

Lorenzo Genovesi, fondatore dell’azienda agricola Don Carlo e presidente dell’associazione “Mercato scoperto” di Lanciano, ci racconta in che modo è stato possibile rinnovare la tradizione dell’istituzione lancianese del mercato coperto.

Dove? A Lanciano, in via del mare, nel cortile dell’ingrosso Genovesi – il Mercato scoperto cerca casa, seguitene gli spostamenti sulla loro pagina Facebook

Quando? Tutti i sabato mattina

In che modo sono collegati i progetti del “Mercato scoperto” e dell’azienda “Don Carlo”?

Abbiamo fatto la prima data del “Mercato scoperto” quando non avevo ancora aperto ufficialmente la mia azienda, quindi a dicembre dell’anno scorso (nel 2017, ndr). Abbiamo iniziato così, ma da subito c’è stata la volontà comune di farlo diventare un progetto indipendente, quindi abbiamo aperto l’associazione. I principi del mercato sono coerenti con quelli dell’azienda, ovvero fare un’agricoltura naturale e un commercio solidale. E chi lavora al mercato condivide gli stessi pensieri.

Quanti siete nell’associazione e quali sono i vostri prodotti?

Di fissi, circa quindici. Quando abbiamo esposto al polo museale eravamo una trentina di banchi, perché in quell’occasione abbiamo aperto ad altri artigiani che venivano da fuori Lanciano. Vendiamo frutta, verdura, trasformati, pane e prodotti da forno, formaggi, vino, birra, prodotti spontanei della Natura, cosmesi naturale, artigianato della Terra e tanto altro.

In tanti modi, questo è un mercato diverso dagli altri. Come funziona?

Il “ Mercato scoperto” di Lanciano prende spunto da Campi aperti e Genuino Clandestino di Bologna, due associazioni che organizzano mercati giornalieri serali in ogni quartiere di Bologna da ormai più di dieci anni.
Come noi, anche loro lavorano con questi principi :
fare artigianato etico e agricoltura naturale, ospitare solo aziende del territorio, realizzare tutti i prodotti trasformati, offrire a chi ne fa parte una forma di garanzia partecipata, in modo che tutti siano testimoni della garanzia della qualità dei prodotti e dell’aderenza a questi principi, che noi condividiamo appieno.

Io ad esempio garantisco che sono proprio io a fare il vino e che non aggiungo nulla durante la produzione, Silvano garantisce che è lui che va a prendere i funghi che vende. A turno, controlliamo l’azienda di qualcun altro passando una giornata intera con loro.

C’è da dire che se a Bologna lo fanno con una certa fiscalità perché i soggetti sono numerosi, tra di noi il controllo somiglia di più a un invito per condividere un bicchiere di vino nell’orto. Ma non è solo una forma di controllo, per noi è anche un’occasione di stimolo e di scambio. Anche perché abbiamo tutti prodotti più o meno simili, ce ne accorgiamo quando un prodotto non è fatto in modo naturale.

In ogni caso per entrare nel mercato bisogna innanzitutto venire, capire e condividerne lo statuto. Poi c’è una visita di garanzia partecipata per capire cosa fa chi vuole entrare e infine c’è il passaggio in assemblea.

Mercato Scoperto Aruru

Le differenze tra una grande città come Bologna e Lanciano non vi hanno spaventati?

Bologna e Lanciano sono due realtà molto diverse, ma noi rispetto a Bologna abbiamo la fortuna di avere ancora la tradizione del mercato. Ci ricordiamo ancora le signore che passavano con il cesto sulla testa per andare a vendere quello che era avanzato dall’orto.

Noi vorremmo che il “Mercato scoperto” fosse esattamente questo: la signora che non arriva a fine mese ma che produce la marmellata con la frutta dell’orto, che fa le crostate buone, che usa farina biologica, può venire il sabato mattina a vendere le sue crostate al Mercato scoperto.

Il “Mercato coperto” di Lanciano è il più grande d’Abruzzo, ed è un mercato che funziona, quindi è stato molto più facile rispetto ad altri posti. Le signore che vengono a fare la spesa alle 7:30 del mattino ci sono. Poi verso le 11:30 arrivano i giovani che vengono a fare l’aperitivo, l’estate con la birra e l’inverno con il vino, però ecco, dobbiamo riconoscere che nonostante tutti i problemi che ci sono stati col comune, abbiamo avuto una bella risposta da parte del pubblico.

Abbiamo fatto laboratori nelle scuole, avremo incontrato forse più di seicento bambini. Ma è questo quello che cerchiamo: non solo l’esposizione e la vendita di prodotti, quella è solo una vetrina, in realtà quello che facciamo davvero sono i giochi per i bambini, i laboratori, gli incontri sull’agricoltura biologica, i tavoli tematici sul problema del cambiamento climatico.

Chi è il cliente del “Mercato scoperto”?

Abbiamo una clientela abbastanza variegata: c’è la signora che viene per comprare frutta e verdura, sotto Natale ci sono stati tanti ragazzi che sono passati per i regali, abbiamo le persone intorno ai quarantacinque anni, insomma, di tutte le età. Sicuramente si tratta sempre di persone che hanno una sensibilità più elevata rispetto alla media su questi temi.

Chi si avvicina la prima volta per provare, di solito ritorna perché apprezza la qualità dei prodotti. Quando poi capisce qual è il nostro progetto, chi siamo, vede che siamo tutti giovani, abbraccia anche il percorso che stiamo facendo.

All’estero, questo tipo di mercato diventa quasi sempre un mercato del lusso. Invece qui siete riusciti a mantenere anche un prezzo da mercato. Ce la fate?

Noi che facciamo frutta e verdura ci appoggiamo al listino prezzi di Campi aperti: un listino etico nel senso che propone un giusto prezzo della frutta e della verdura biologica per i consumatori. Noi, rispetto a questo listino, ci troviamo sempre nella fascia di prezzo più basso perché ovviamente non siamo nel centro di Bologna e vogliamo dare a tutti la possibilità di assaggiare questo tipo di prodotti.

Facendo poi un tipo di vendita diretta, riusciamo a starci dentro abbastanza bene. Se parliamo di prodotti di qualità e biologici, il cliente non spende al mercato coperto più di quanto spenderebbe al supermercato. Inoltre, condividiamo un discorso di non concorrenza: abbiamo tutti gli stessi prezzi per gli stessi prodotti. La stessa cosa vale per la cosmesi. Il cliente è libero di scegliere da chi comprare perché i nostri fini non sono la vendita e il guadagno, ma una sensibilizzazione a un modello diverso di mercato. E bisogna dirlo, una volta che i nostri clienti hanno provato i nostri prodotti, tornano sempre a trovarci.

Noi siamo andate, e siamo anche tornate. Senz’altro, prima della fine di queste vacanze e durante le prossime, torneremo ancora. Il perché è semplice, e non si trova solo nella qualità dei prodotti del Mercato Scoperto, ma anche nella storia che questi prodotti sanno raccontare e alla quale apparteniamo.

Torneremo poi per le storie e per il vin brulé sotto Natale,  per i funghi che Silvano (selvatico forastico) cerca nei boschi, per i colori e le forme delle opere di Debora (Aruru), per quel thè caldo e speziato che non avevamo chiesto, ma che ci ha scaldate quando il sole d’inverno aveva reso la giornata più fredda.

Francesca
Tolosa, Marzo 2019
Foto ©Venusia Vinciguerra
(Tranne il logo, di Debora Vinciguerra, ©Mercato Scoperto)

Alcuni protagonisti del mercato scoperto:

ALE SFA

Mi piace e mi diverte riciclare, riutilizzare i materiali, quelli definiti spazzatura, in qualcosa di altro…bigiotteria, borse ecc. Dargli una nuova funzione e farli continuare a vivere.

PEPPERONI ON THE SUN

È ricerca e coltivazione del peperoncino con oltre 100 tipi diversi da tutto il mondo. Disponibili piante e frutti, lavorati come oli, sali aromatizzati e tanto altro ancora

FILO D´ARIA

Mi piace dare, a quello che è un semplice filo, le più svariate forme per creare accessori pratici e divertenti

 L´EQUISETO

La natura è il punto d´incontro da cui nasce la voglia di valorizzare ciò che il nostro territorio ha da offrirci, nel rispetto dei suoi ritmi e senza l´uso di prodotti chimici. È bello vedere che con il nostro impegno possiamo far sì che i frutti della nostra terra siano rigogliosi.

DALLA A ALLA ZUCCA

In giorni in cui i ritmi sono sempre più veloci, tutto è mordi e fuggi, io cerco tempo, passo lento. Incantato dalle piccole cose che la terra mi offre, sono un aspirante artigiano

DON CARLO

Desidero offrire prodotti buoni e sani, senza utilizzare sostanze di sintesi. Applico il metodo biodinamico perché mi permette di produrre alimenti di qualità,e perché l’unico in grado di lasciare alle future generazioni il terreno più fertile di come è adesso

DEBORA VINCIGUERRA, Aruru

Provo profonda soddisfazione quando ho le mani sporche di creta. È un materiale povero e antico. Mi diverte dargli forma e colore e trasmettere ad altri questo piacere

BOTTEGUITA DELLA BIRRA

“L’acqua può diventare anche una buona bevanda, se mescolata con malto e luppolo. Dai a un uomo o una donna una birra e ci perderà un’ora…ma insegnate loro a farsela e per passione ci perderà una vita intera”

 

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