LA MADONNA CHE SCAPPA. DOMENICA DI PASQUA A SULMONA
Sulmona ©Gaetano La Fratta

LA MADONNA CHE SCAPPA. DOMENICA DI PASQUA A SULMONA

La Madonna che scappa è l’emozionante conclusione della Settimana Santa a Sulmona, considerata una delle più suggestive d’Abruzzo. Da anni ormai, le celebrazioni non coinvolgono soltanto i sulmonesi, legatissimi alle loro tradizioni, ma anche un gran numero di visitatori.

Dove? A Sulmona (AQ), in piazza Garibaldi

Quando? La domenica di Pasqua, dopo la messa ufficiale del vescovo celebrata nello stesso posto

Un grande appuntamento annuale

Sin dal lunedì prima di Pasqua, le due confraternite di Santa Maria di Loreto e quella della Trinità si alternano nella preparazione e nelle celebrazioni religiose, in una staffetta storica che sembra rivelare l’antica rivalità tra le due istituzioni in una gara di solennità e suggestione. La rappresentazione oggi più famosa della settimana santa sulmonese è quella della domenica di Pasqua, gestita dalla confraternita lauretana.

Poco prima di mezzogiorno, dopo la messa del vescovo in piazza Garibaldi, le statue del Cristo risorto e dei santi Giovanni e Pietro sfilano tra la folla. Il Cristo risorto prende posizione su un baldacchino posto sotto l’arco centrale dell’acquedotto, che cinge l’ingresso della piazza, mentre le statue dei due santi procedono lentamente, al ritmo dello “struscio”, un tipo di passo cadenzato e ciondolante che contraddistingue le processioni sulmonesi durante tutta la settimana santa. I due santi si dirigono verso la chiesa di San Filippo Neri, dove la Madonna addolorata e vestita di nero è stata trasportata la sera prima per la veglia pasquale e sta ancora piangendo il figlio morto. Mentre San Giovanni e San Pietro tentano di convincere la Vergine della resurrezione del Cristo, la folla nella piazza si divide, lasciando nel centro della piazza un ampio corridoio.

La Madonna che scappa
La Madonna che scappa ©Gaetano La Fratta

da un momento all’altro, la madre potrebbe scorgere il figlio dall’altro lato della piazza e lanciarsi in una corsa precipitosa, vero esempio di destrezza dei portatori.

Il dolore della madre

Purtroppo, nessuno dei due santi riesce a strappare la madre al dolore. Soprattutto San Pietro – che dopo l’episodio del gallo si è guadagnato una certa fama di bugiardo (na n’zegna fauzone) – non sembra avere un grande successo. San Giovanni, al secondo tentativo, riesce a far uscire la Madonna dalla chiesa e insieme, a passo lento, si dirigono verso il centro della piazza. La Madonna è ancora incredula e procede lenta e triste, avvolta da un mantello nero e con lo sguardo rivolto al cielo. A questo punto della celebrazione, la tensione del pubblico è massima: da un momento all’altro, la madre potrebbe scorgere il figlio dall’altro lato della piazza e lanciarsi in una corsa precipitosa, vero esempio di destrezza dei portatori.

La gioia attesa, ma improvvisa

Arrivata all’altezza del fontanone al centro della piazza, la gioia della Madonna è incontenibile. Di colpo si lancia nella corsa verso il figlio redivivo: lascia cadere il mantello del lutto e scopre uno splendido abito (conocchia) verde ricamato d’oro e una rosa rossa stretta nella mano destra. Nello stesso istante, prendono il volo dietro di lei dodici colombe bianche, che accrescono la sensazione di sorpresa e di gioia. La banda intona l’Hallelujah di Haendel, i mortaretti sparano a festa, il pubblico scioglie la tensione in un applauso appassionato.

La Madonna che scappa
La Madonna che scappa ©ManfredK

dalla buona riuscita del rito della “Madonna che scappa” si pensa che dipendano le sorti dell’anno seguente

Dietro le quinte  

La corsa della Madonna addolorata non è soltanto una rappresentazione scenograficamente impressionante, ma nasconde anche una serie di difficoltà tecniche, dovute al peso della statua, alla coordinazione dei portatori, alla velocità del cambiamento d’abito e della corsa, al posizionamento dei fili che mantengono il mantello del lutto. Per questo, dalla buona riuscita del rito della “Madonna che scappa” si pensa che dipendano le sorti dell’anno seguente, credenza che accresce il nervosismo del pubblico e dei portatori nei momenti che precedono la fuga della Vergine. Finora, così narra la tradizione, la Madonna sarebbe caduta solo in due occasioni: nel 1914 e nel 1940, annunciando le due guerre mondiali.

Riti simili 

Riti simili e altrettanto antichi, anche se meno scenografici, sono quelli de L’abbandunate a Spoltore in provincia di Pescara, quello della “Madonna che vèle”, che “vola” ad Introdacqua e quello della Madonna che scappa in piazza a Pratola Peligna, entrambe in provincia de L’Aquila.

Assistere al rito della “Madonna che scappa”, a Sulmona o in una qualsiasi altra località citata, non vuol dire solo prendere parte ad un momento di gioia collettiva di una comunità ancora legata al territorio e alle sue tradizioni. L’Abruzzo intero infatti vi stupirà per la quantità di rappresentazioni teatrali legate alle storie dei santi o ai grandi eventi del calendario ecclesiastico, se riuscirete ad accettare qualche difetto di coerenza.Come tutte le storie in fondo, nel corso dei secoli, anche il Nuovo Testamento ha dovuto fare qualche compromesso con la vita quotidiana degli abitanti di una regione così speciale.

Francesca
Tolosa, Marzo 2019
Foto ©autori vari specificati

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