ALEX TUCCI E MARE AMARO, L’ABRUZZO IN UN GIORNO

ALEX TUCCI E MARE AMARO, L’ABRUZZO IN UN GIORNO

Ad Alex Tucci, abruzzese di Atessa, piacciono le sfide. Ad Alex Tucci piace anche correre. Per questo, il 4 agosto 2019 percorrerà in giornata i 120 km che dividono Fossacesia (CH) da Monte Amaro (CH), andata e ritorno.

Ecco, noi di Abruzzo.no non siamo esattamente delle tipe sportive – diciamolo pure, ci saremmo arenate a Fossacesia ancora prima di partire – ma l’audacia di Alex e il motivo per il quale ha deciso di lanciarsi in questa sfida hanno attirato la nostra attenzione.

Lo seguiremo quindi non solo durante la giornata del 4 agosto, ma anche prima, nei mesi di allenamento che lo prepareranno per la sfida chiamata “Mare Amaro, l’Abruzzo in un giorno”.

Francesca lo ha intervistato per noi:

Alex, ti vorrei chiedere innanzitutto di presentarti in quanto abruzzese.

Sono un ragazzo di 29 anni, originario di Atessa, che ha vissuto tanti anni fuori dall’Abruzzo. Per quanto riguarda la mia identità abruzzese, mi viene in mente una frase letta qualche tempo fa: si gira il mondo per capire quello che si vuole e poi si torna a casa e lo si trova. È un po’ quello che è successo a me: ho studiato a Roma architettura del paesaggio per sette anni, poi mi è venuta voglia di andare ancora più lontano e mi sono trasferito per un anno in Nuova Zelanda con la mia ragazza. È stata forse l’esperienza più bella della mia vita, abbiamo viaggiato, e poi abbiamo deciso di rientrare. Oggi sono tornato a vivere ad Atessa e applico quello che ho imparato all’interno della mia azienda che si occupa di giardinaggio. Certo, non penso di avere tutte le risposte, ma ora so che quando si va fuori poi si apprezza molto di più quello che si ha a casa. In questo caso la mia terra e la mia famiglia, che comunque non ho mai dato per scontato.

Chi è invece l’Alex corridore?

Comincio col dire che lo studio a Roma mi ha salvato la vita dal momento che me la stava togliendo: sono sempre stato un tipo sportivo, ma durante i miei studi non avevo più tempo per fare sport. Ho cominciato quindi a correre per perdere peso. Poi, qualcuno mi ha proposto di partecipare ad una gara di 9 km e da quel momento la corsa è diventata la mia droga. Ho cominciato a curare la mia alimentazione, ad avere dei buoni risultati e degli ottimi riscontri cronometrici e poi a posizionarmi nelle gare alle quali partecipavo. Nel 2016, anno della mia laurea, ho deciso di offrirmi il mio primo ultra trail. Questo la dice lunga sul senso di sfida contro me stesso, che è quello che mi è sempre piaciuto di questo sport e che mi dà soddisfazione.

©Gianfranco Bartolini

Com’è nato il progetto Mare Amaro?

Un giorno, ho proposto a mio padre di correre da casa nostra fino alla cima del Monte Amaro. L’idea piaceva ad entrambi e abbiamo pensato che sarebbe stato ancora più bello partire dal mare per arrivare in montagna. A quel punto mio padre ha cominciato ad esprimere qualche perplessità: “papà, mi ha detto, una volta che siamo arrivati in cima però dobbiamo pure tornare indietro in qualche modo. Almeno fino a Fara San Martino. Come si fa?” E da questa perplessità mi è venuta l’idea che poi sarebbe diventata il progetto “Mare Amaro. L’Abruzzo in un giorno.” Un altro spunto per quest’idea sono stati senz’altro le numerose pubblicazioni che mettono in evidenza quanto sia facile in Abruzzo vivere la montagna e poi il mare nella stessa giornata. Io ho voluto andare oltre: far vedere che è possibile passare del tempo al mare la mattina, salire in montagna e poi tornare di nuovo al mare nella stessa giornata, e soprattutto a piedi.

Come hai scelto il tragitto? Sin dall’inizio includeva Fossacesia e il Monte Amaro?

Fossacesia da subito. Per quanto riguarda la montagna invece, molti all’inizio mi avevano consigliato di scegliere il Gran Sasso, in quanto cima più alta e conosciuta d’Abruzzo. Ho voluto però scegliere la Majella per tre motivi: innanzitutto perché si tratta della mia montagna. Durante il tragitto volevo attraversare la zona del Sangro Aventino e passare di fronte a casa mia, ad Atessa. Poi proprio perché la Majella è meno conosciuta del Gran Sasso. E infine per il tipo di sentiero che collega Fara San Martino con il Monte Amaro: si tratta dell’H1, il sentiero appenninico più arduo che abbiamo in Abruzzo a causa del suo dislivello di 2.400m.

Come ti stai allenando per questa sfida?

Sto cercando in primo luogo di allenarmi a percorrere questo numero di km. Mi alleno tutti i giorni dopo il lavoro e poi durante il finesettimana, grazie alle gare, cerco di allungare il kilometraggio. Ultimamente ho fatto la maratona di Milano, quindi 42 km su strada, poi una 80 km nel Gargano, domenica farò una 50 km di ultratrail a Positano, e poi la mia prova generale sarà il 26 giugno a Cortina con la Lavaredo ultratrail, una delle gare più ambite al mondo, che conta 120km sulle Dolomiti.

Qual è il tragitto che hai scelto per i tuoi allenamenti?

Durante la settimana mi alleno quasi sempre dove vivo, cioè in Val di Sangro. Nel finesettimana invece vado sulla Majella. In particolare a Bocca di Valle, sul versante di Guardiagrele, oppure a Fara San Martino, nelle gole, sulla Valserviera. Poco importa purché sia sulla Majella.

Io amo la montagna: la prima cosa che faccio al mattino è guardare la montagna fuori dalla finestra. È la cosa che mi dà più gioia al mondo dopo la mia famiglia, ed è senz’altro uno dei motivi per i quali sono tornato a vivere ad Atessa.

La tua avventura del 4 agosto non è finalizzata a sé stessa, ma fa parte di un progetto più ampio. Di cosa si tratta?

Si, durante la corsa verrà realizzato un video che spero abbia un’eco importante e attraverso il quale voglio trasmettere le possibilità che può offrire l’Abruzzo. Un gruppo di professionisti di Pescara sarà presente quel giorno, incaricato di realizzare il video. Due di loro mi seguiranno sul tratto di strada dal mare a Fara San Martino, all’andata e al ritorno. Altri due saranno collocati sul sentiero H1 con i droni per fare le riprese a metà strada e poi sulla cima del Monte Amaro. Il video sarà poi diffuso attraverso i social network e le testate giornalistiche.

Perché hai deciso di fare pubblicità all’Abruzzo per gli sportivi? Quali sono i vantaggi che la nostra regione offre agli appassionati di sport?

L’Abruzzo offre davvero tanto. La maggior parte delle regioni italiane offrono uno sport a senso unico: sulle Dolomiti puoi sciare, fare escursionismo, andare in canoa al lago, mentre in Sardegna la maggior parte delle attività sono concentrate al mare, anche se c’è la possibilità di fare qualche escursione. In Abruzzo, noi possiamo fare tutto. Il problema è che mancano le strutture e le associazioni per fare tutto questo, anche se negli ultimi anni si sta sviluppando un grande movimento legato all’importanza del turismo e dello sport.

In che modo Mare Amaro è diverso dalle gare che hai fatto finora?

Innanzitutto perché correrò da solo, non si tratta di una gara né di una manifestazione. Una parte di me ha paura che questo progetto venga recepito come presuntuoso. In realtà però altrove, soprattutto nel Nord Italia, questo tipo di sfide personali sono ricorrenti e uno dei miei obiettivi è anche quello di dare a qualcuno la voglia di venire qui per fare lo stesso percorso e battere il mio record. Magari diventerà una gara, magari diventerà un modo per collegare la montagna abruzzese al progetto della pista ciclabile più lunga d’Europa che passerà sull’Adriatico.

So benissimo che il 5 agosto, dopo la gara, non avrò cambiato il mondo e magari non avrò cambiato neanche quello del turismo abruzzese. Però voglio dare quel briciolo di contributo che spero sia importante per valorizzare la nostra regione.

E noi di Abruzzo.no siamo con Alex! 

Francesca
Tolosa, Maggio 2019
Foto ©Alex Tucci e Gianfranco Bartolini

Alex Tucci

Qual è il tuo piatto preferito?
Credo che questa sia stata la domanda più difficile finora. Ce ne sono troppi, ma direi le pallotte. Con il sugo e con tre fette di pane di fianco.
Qual è il tuo luogo preferito?
Senza dubbio, la Majella.
E per finire, qual è il tuo proverbio preferito?
Scine ca scine, ma ca scine ‘n tutt no.

Siamo in tanti ad apprezzare l’iniziativa di Alex

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